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È vero che un pelo duro, anche se simboleggia perfettamente la rusticità, non era, all'epoca eroica dei debutti della cinofilia, dei più rappresentativi dell'idea di razza pura. Del resto, come la maggior parte delle altre razze di utilità, nelle mani delle persone più modeste, il Picard venne essenzialmente selezionato sulla base delle attitudini, e anche se era modellato da un ambiente rude, c'era ampio spazio per una vasta diversità morfologica. D'altro canto ci sono stati diversi Pastori di Piccardia. Oltre all'antenato di quello odierno, avrebbe potuto venir riconosciuto anche un conduttore di bestiame su strada a mantello tricolore. Si parla infine di un pastore a mantello chiaro uniforme, presentato come il superstite di un tipo molto antico, addirittura gallico. Il Picard moderno ne ha senza dubbio conservato traccia, perché presenta talvolta pelo color sabbia. Colmo della sfortuna, il Picard rimase in qualche modo "incastrato" tra due popolazioni di cani da pastore divenute presto celebri. Al sud, quella dell'Ile-de-France, che ottenne rapidamente descrizioni e nomi ufficiali (Briard e Beauceron); al nord, quella dei Bovari delle Fiandre, caratterizzati un po' più tardivamente ma coi quali all'inizio c'erano non poche affinità. Nei primi commenti ai giudizi delle esposizioni, non è raro leggere la descrizione di Bovari delle Fiandre (francesi) con orecchie portate naturalmente erette. È del resto probabile che il rilancio dell'allevamento del bovaro, anch'esso ridotto male dopo i due conflitti mondiali, sia stato in parte possibile proprio grazie a dei Picard. Nel complesso, si capisce perché il debutto del Picard sia stato un po' confuso e incerto. Il suo allevamento non è mai stato molto importante dal punto di vista numerico. Nel 1945, non ne esistevano praticamente più, almeno per quanto concerne i cani con pedigree. Bisognò attendere il 1953 per vedere di nuovo un Pastore di Piccardia iscritto al Libro origini francese (una femmina). Nello stesso anno venne fondato un club. E come spesso avviene quando i club sono piccoli e i problemi sono grandi, si produsse una scissione che portò alla creazione dell'associazione attuale nel 1956, Les Amis du Berger Picard, la quale, in più di quarant'anni di storia, ha conosciuto solo due presidenti. Continuità e atmosfera familiare garantita. Quanto al Picard, attende pazientemente la sua ora. Non c'è dubbio che un cane tanto rustico e altamente sportivo come lui meriterebbe maggiore notorietà. |
Il berger picard

Una delle più antiche immagini di cani da pastore francesi, in un quadro raffigurante il primo capo-pastore del famoso ovile nazionale di Rambouillet, raffigura un cane che somiglia notevolmente a un Picard. Risale alla fine del XVIII secolo. Fu all'inizio del 1925 che il Pastore di Piccardia fu ammesso senza restrizioni al cenacolo della cinofilia: il club francese del cane da pastore gli offrì allora ufficialmente un posto. 
