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È l'autentico cane dei contadini di un tempo, buono a tutto, mai stanco, che si accontenta di poco. Questo rozzo guardiano dei cortili delle fattorie, vigile conduttore di pecore che sa farsi rispettare anche dai bovini, attivo sotto la pioggia, col freddo e nel fango, è un vero atleta, senza doping né vitamine.Questo cane instancabile non potrebbe essere tale se un'imponente ossatura dovesse supportare pesanti muscoli arrotondati.

Alla sua polivalenza di origine corrispondono una taglia e una struttura comprese nella media delle razze da pastore, ovvero un'altezza di circa 60 cm per un peso di una trentina di kg. Insomma, un "falso-magro", secondo un'espressione che riassume la sua morfologia: non appare mai pesante, ma si rivela molto resistente e robusto.

Contrariamente agli altri pastori francesi, la coda, che non deve arrotolarsi sul dorso, non viene tagliata, e così pure le orecchie, che sono erette per natura. Ma anche se non ha mai coltivato l'originalità, è facilmente riconoscibile.

Possiede infatti un pelo unico (solo alcuni grandi levrieri hanno una pelliccia relativamente simile), al tempo stesso duro e semi-lungo. Questo gli permette di fare a meno di qualsiasi tolettatura. Proprio in ragione di questo mantello tipico, può assumere svariati colori senza perdere la sua specificità. Per riassumere l'ampia gamma, diciamo che esistono due tinte omogenee, il grigio e il fulvo, e una serie di mantelli a peli misti che conferiscono a ogni esemplare una sfumatura unica: il colore di base è il fulvo, che può essere sia carbonato, sia striato, con striature nere, blu o marroni.

Per via della lunghezza del pelo, le striature appaiono indistinte e danno luogo, a seconda della sfumatura del colore di fondo e della quantità delle striature stesse, a una grande diversità: dal quasi nero al grigio rosso o al grigio bluastro. Il nero puro, il bianco, l'arlecchino o macchie bianche estese non sono ammessi; le sfumature calde sono le più apprezzate. Niente "coloromania": rusticità oblige!